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Mi ricordo Anna Frank

Il film è tratto dal libro di Alison Leslie Gold, la scrittrice americana che ha raccolto, quarant’anni dopo la fine della guerra, la lunga testimonianza di Hanneli Goslar, una delle migliori amiche di Anna Frank. Hanneli racconta il loro primo incontro ad Amsterdam, le loro due famiglie tedesche che avevano abbandonato la Germania, la vita quotidiana ad Amsterdam, i primi amori, l’inizio delle leggi antiebraiche, l’occupazione tedesca, la sparizione di amici e parenti, la separazione improvvisa da Anna quando tutta la famiglia Frank decide di nascondersi nell’alloggio segreto ricavato dietro gli uffici della ditta del padre, gli inutili tentativi di Hanneli di mettersi in contatto con Anna che lei crede scappata in Svizzera, la delusione di non essere stata informata dalla sua amica.

Poi c’è un lungo vuoto riempito dall’arresto e dalla deportazione di tutta la famiglia Goslar a Bergen Belsen. Hanneli ricordando Anna è felice all’idea che almeno la sua amica sia salva in Svizzera lontana da quegli orrori. Fino a quando scopre che Anna è lì, a Bergen Belsen, tra i deportati senza alcun privilegio come invece, grazie al padre antico ministro della Repubblica di Weimar, era fortunatamente accaduto a lei. L’incontro con l’amica, attraverso un reticolato ad altissimo rischio, è uno dei momenti più toccanti del film. Hanneli tenterà ancora di avvicinarsi ad Anna, a rischio della vita, ma tutti gli olandesi verranno portati lontano, in una altra baracca e Hanneli saprà della morte di Anna solo dopo la fine della guerra quando Otto Frank andrà a trovarla in ospedale e le dirà che sua figlia non è sopravvissuta. Da quel momento Otto Frank diventerà il padre adottivo di Hanneli, ne seguirà la guarigione e riuscirà a farla arrivare in Palestina dove potrà iniziare una nuova vita, una vita che ancora oggi la vede nonna di una decina di nipotini a Gerusalemme.

Il film racconta anche la dolcissima e impossibile storia d’amore tra Anna e Peter, anche lui deportato e morto ad Auschwitz, il rapporto di Anna con la sorella maggiore e la madre, con suo padre Otto. Racconta lo straordinario comportamento di Miep Gies, una collaboratrice del padre che, rischiando la propria vita per mesi, riesce a tenere nascosta tutta la famiglia Frank nell’alloggio segreto, a nutrirla, a informarla di quanto sta accadendo, a tentare di liberarli dai nazisti dopo che sono stati catturati. Sarà lei che consegnerà a Otto, unico sopravvissuto della sua famiglia, il diario di Anna. Il film ha come antagonista uno studente liceale tedesco che deve prepararsi agli esami di maturità e che nello stesso tempo sovrintende alle camere a gas. Anche la sua è una storia vera. Non essendo molto preparato in filosofia sceglie tra i deportati un rabbino perché gli spieghi ciò che non capisce. Quello studente nel momento della sconfitta riuscirà a salvarsi mimetizzandosi tra i civili come un qualsiasi studente travolto dalla guerra. Verrà processato vent’anni dopo e purtroppo assolto.

Un momento di grandissima commozione è quello di Anna che ha estremo bisogno di poter scrivere, di potersi esprimere così come faceva nell’alloggio segreto quando scriveva ogni giorno il suo diario. "Mi ricordo Anna Frank" è il risultato di una lunga ricerca e tutto ciò che viene raccontato è sempre realmente accaduto. Questo film ci farà scoprire per la prima volta ciò che è accaduto ad Anna Frank dopo che è stata catturata dai nazisti ad Amsterdam.

Questo film è una tenerissima storia di amicizia tra due adolescenti. La memoria, il ricordo, il racconto perpetuo, ecco di cosa tratta questo film. A forza di ricordare, a forza di tramandare di padre in figlio la memoria di quel terribile Evento, il Male Assoluto diverrà forse impossibile e così sarà anche possibile dare una risposta accettabile allla domanda di tutti i sopravvissuti e di tutti coloro che hanno una coscienza: "Perché è stato possibile? Perché Dio non ha fatto nulla? Poteva farlo?"

Perché è dentro di sè che l’uomo deve cercare la risposta, così come quello studente SS la cercava chiedendo al rabbino che gli spiegasse il significato kantiano de "la legge morale dentro di me e il cielo stellato sopra di me..."

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